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Catacombe


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SavinillaIl significato della parola "Catacomba" deriva dall’espressione latina “Ad Catacumbus” che significa presso la cavità
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con questo termine si indicava una zona ben precisa di Roma, in prossimità della tomba di Cecilia Metella. Lungo la Via Appia Antica, caratterizzata dalla presenza di un avvallamento tra due collinette prospicienti, una delle quali occupata dalla presenza di S. Sebastiano.
Il nucleo originario di questa catacomba si formò agli inizi del III secolo d.C. con il passare del tempo la parola catacomba perse il suo significato originario e passò ad indicare tutti i cimiteri sotterranei costruiti con precise caratteristiche.

La catacomba di S. Savinilla è stata realizzata scavando una collinetta di tufo rosso situata nei pressi dell’odierno cimitero, lungo una strada antica che collegava Nepi con Sutri. Vi si accede dalla chiesa di S. Tolomeo rifacimento moderno di un edificio più antico che , secondo una tradizione locale, sarebbe stato distrutto nel 1540 per motivi legati alla difesa della città, portando inaspettatamente alla luce la catacomba.
La distruzione della chiesa lasciò il cimitero cristiano privo di un adeguata protezione: è altamente probabile che risalga a quest’epoca le ricognizioni dei cosiddetti “corpisantari”, cercatori di corpi santi che a Nepi come a Roma, in quegli anni, si dedicavano ad asportare dalle catacombe immaginarie reliquie di martiri, provocando delle vere e proprie devastazioni delle tombe e causando gli stessi danni dei “tombaroli” nostrani. E’ soltanto a partire dalla fine degli anni ‘80 che la Catacomba è stata fatta oggetto di restauro sistematico da parte della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra con lavori mirati, oltre al consolidamento delle strutture, anche alla pulizia degli ambienti funerari mediante l’asportazione degli interri presenti sia sul piano delle gallerie che all’interno dei loculi.

La catacomba è costituita da tre gallerie principali, A1, B1, C1, con orientamento circa nord-est / sud-ovest e più o meno parallele, e da tre diramazioni secondarie, con orientamento circa est/ovest, che si dipartono da queste, A2”, A3, C2, C3, etc...
Lungo le pareti delle gallerie si aprono i loculi, scavati nel tufo rosso, per lo più di forma rettangolare e sovrapposti su più livelli. Questi, destinati alla deposizione di uno o più corpi, rappresentavano il tipo di sepoltura più semplice ma non mancano esempi di sepolcri più articolati, come gli arcosoli, documentati in ben 32 esemplari nelle gallerie di S. Savinilla

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